Cinque programmi (e un dispositivo folle) che mi hanno aiutato a scrivere tanto e a lungo


Introduzione

Insomma, dicembre è giunto e si è portato via il NaNoWriMo pure quest’anno, che per me è stato il primo. Si è probabilmente lasciato dietro un lungo strascico di perdenti e vincitori, anche se il concetto di perdenti e vincitori non è mai stato più aleatorio di così: c’è il vincitore che ha portato la stessa storia a più riprese e fnalmente ha in mano un qualcosa di completo e solido in tutte le sue parti, c’è il vincitore che ha toccato la soglia minima, ma ha una storia da finire, c’è chi ha scritto meno di 50.000 parole, ma ha acquisito una buona abitudine di scrittura giornaliera… e poi ci sono io, che ho portato la storia più volte al CampNaNo e al NaNo, ho vinto entrambi e adesso ho in mano una prima bozza finita, ma molto, molto, molto perfettibile… sigh. Questo, tuttavia, non vuole essere un post di considerazioni filosofico-introspettive (quello ce l’ho in canna, pazientate), ma un post in cui faccio una cernita degli strumenti che mi sono serviti a traguardare l’obiettivo e, soprattutto, a costruirmi un’abitudine di scrittura giornaliera, che perduri anche ora che novembre è terminato.
Se non sapete cos’è il NaNoWriMo, ci ho scritto un post tempo fa, cliccate qui. Preciso che nessuna azienda sponsorizza questo post, che è alimentato dal solo cherosene del mio entusiasmo XDDDDD.

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