Cinque programmi (e un dispositivo folle) che mi hanno aiutato a scrivere tanto e a lungo

3. yWriter

Disponibile per: Windows, Android
Costo: gratis (Windows) €4,49 (Android)

Cominciamo a scalare il podio dei tre programmi di cui ho fatto uso praticamente giornaliero nella furia del NaNoWriMo. yWriter è il software gratuito che ho utilizzato per mettere insieme il grumo primordiale del mio romanzo, nella sua prima, rattoppatissima stesura. L’inventore di yWriter lo ha creato con l’idea di un software che tratti la scrittura come una sorta di linguaggio di programmazione: il cocktail è esplosivo e funziona benissimo. Si è trattato del mio primo approccio con del software che aveva uno scrittore (o aspirante tale) come target principale. Non disponendo ancora di nessuno sconto per Scrivener (al quale preferisco comunque yWriter, per ora), che conoscevo vagamente di fama, mi sono ritrovata ad utilizzarlo attratta principalmente dal fatto che fosse gratuito, ed è stato lui ad aprirmi un mondo: dunque non si scrive seguendo un processo lineare! A SALTI SI PUOTE ASDFGHJKL!! yWriter è l’esperienza all’osso di cui vi parlavo prima: si imposta una data d’inizio e di fine del progetto e lui restituirà tutta una serie di statistiche giornaliere (mado’ come mi motiva vedere la barra verde che sale <3!). Permette di creare, facoltativamente, schede per luoghi e personaggi, che possono poi essere assegnati alle varie scene, per contrassegnarne i vari punti di vista. In yWriter, come del resto in Scrivener, i capitoli sono intesi come macroraccoglitori di più scene, che possono essere duplicate (io per esempio scrivo più versioni dello stesso momento e poi decido quale usare nel file finale), modificate… insomma, avete capito. Ogni scena è, in realtà, un documento di testo a sé, incasellato nel faldone del progetto: a fine stesura, possiamo generare un unico file che le riunisca tutte, disponendole nell’ordine che abbiamo loro assegnato. Se non vogliamo usarne qualcuna, basterà cliccare una spunta apposita. La scena sarà sempre nel progetto – a meno che non decidiamo di eliminarla del tutto – ma esclusa dal file .rtf che verrà generato. C’è anche una possibilità (non vi so dire molto, perché non mi serviva) di gestire la trama, delineandone una timeline insieme agli obiettivi per i singoli personaggi. Si tratta di un di più che ho trovato poco intuitivo, però, e a cui non ho praticamente dedicato troppo tempo. Un altro pregio è il fatto che si tratti di un programma portable, che può essere comodamente installato su una pennetta e usato su qualsiasi computer, assieme al file formato .yw del progetto in fieri. Raccontato così, insomma, yWriter sembra il top del top, ma ahimé, non è così: la bruttezza dell’assetto grafico (in puro stile WordPad metà anni Novanta) e della formattazione delle scene lo depotenzia molto: scriverci direttamente dentro è un’esperienza ai limiti di un trip da acidi lynchiano, che è il motivo per cui preferisco scrivere con i software minimal che trovate in cima alla classifica, e usarlo come solo contenitore, appiccicandoci le scene dentro. Ma che contenitore, oh!! Purtroppo, la mia esperienza con la versione a pagamento per Android non è stata altrettanto positiva. Non c’è sincronizzazione automatica, l’unica opzione prevista è quella di prelevare di peso un file di progetto .yw da Google Drive e ripetere lo stesso processo quando si lavora poi su desktop. Comprensibile, ma peccato.

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